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Z HISTORII MOMOT

 

Momoty – villagio all’inizio chiamato Grójec. Nella prima meta del XIX secolo a Momoty costruirono il mulino, il mattonificio, la segheria ed l’osteria. Nello stesso tempo il villagio fu diviso a due parti.

Durante l’insurezione in gennaio 1863 una truppa polacca attacò i russi che c’erano nel villagio. Nel 1916 fu aperta la prima scuola a Momoty.

Negli ultimi giorni di settembre 1939 nei pressi di Momoty si e svolta ultima concentrazione delle trupe della Arma Polacca. Le truppe facevano parte del gruppo di colonello Zieleniewski. Il 30 settembre vicino a Momoty, Krzemień e Flisy i soldati polacchi combattero contro le truppe russe che avevano anche i carri armati. Qui, a Momoty, il 1 ottobre 1939 colonello Zieleniewski scrisse il suo ultimo ordine, cominciandolo: “Soldati! La nostra truppa e rimasta l’ultima truppa dell’ Esercito Polacco che combatte ancora in Polonia…”. Il 2 ottobre 1939 vicino alla capella, dove oggi si trova la chiesa, fu celebrata la SS. Messa, dopo la cui, il capellano militare disse: “I soldati! Fratelli e sorelle, da questo momento non abbiamo piu la Polonia libera…”. Tutti i riuniti si mettero a piangere. Per ricordare queste “lacrime polacche” – nel 50 anniversario di questi avvenimenti, don Casimiro Pińciurek insieme con i fedeli costruissero cosidetta “Fontana Lacrimosa”.

Il 28 novembre 1939 a Momoty Dolne I tedeschi uccisero 19 persone.

Durante la guerra il villagio aiutava le truppe dei partigiani. I tedeschi si vedicavano sugli abitanti di Momoty. Dietro la Chiesa ci sono le tombe di questo tragico preriodo.

Il 4 luglio 1944 fu ucciso don Giovanni Klukaczyński, il rettore della chiesa a Momoty e capellano dei partigiani. Fino alla fine della seconda guerra mondiale la storia di Momoty e una storia tragica e contemporeanamente una storia dell’eroismo.

LA STORIA DELLA CHIESA DI S. ADALBERTO

A novembre 1970 il rettore della capella filiale a Momoty e stato nominato don Casimiro Pińciurek. Il 9 settembre 1972 e stata eretta la parrochia di s. Adalberto, alla cui appartengono i villagi: Momoty Dolne, Momoty Górne, Kiszki, Ujście e Szewce. Il primo parroco e stato nominato don Pińciurek.

Dal 1972 al 1975 dura ricostruzione della capella. Il presbitero e stato ingrandito, e stata allargata la navata principale e stato annesso il coro e il frontone.

La ristrutturazione della chiesa e stata realizzata senza permesso delle autorita comunictiche, senza progetti, senza aiuto dei professionisti. I lavori ha guidato il parroco.

Dal 1975 al 1992 don Casimiro si è occupato dell’arredamento del tempio. Ha ominciato dal presbiterio. L’altare principale e stato scolpito nella forma di Golgota. Di là ha messo il tabernacolo. Ai latti sono state messe i bassorilievi con le scene del battesimo e della risurrezione di Gesù. La volta sopra il presbiterio simbolizza il cielo con le stelle. Al lato destro dell’altare c’e il quadro della Madonna. E una riproduzione a legno del quadro miracoloso della Madonna delle Grazie di Janów Lubelski. Nella navata principale l’attenzione attira bassorilievo “L’ultima cena”. Don Casimiro aveva fotagraffato i suoi parrocchiani, le foto ingrandiva, copiava sulla carta e poi sulla legna. Tutti gli apostoli (tranne il Giuda) tengono la mano sopra il pane ed il vino nel gesto della consacrazione, come se concelbrassero intorno a Cristo. Dopo aver finito i primi lavori decorativi, padre Pińciurek ha invitato gli scultori dall’Accademia delle Belle Arti di Varsavia, a finire i lavori in chiesa. Loro hanno deciso di no farlo, per non privare la chiesetta del suo carattere omogeneo. Uno dei professori ha scritto una lettera a don Pińciurek, dove leggiamo: “Insieme al mio collega siamo arrivati alla convinzione, che i lavori in chiesa stanno andando nella buona direzione. C’e grande speranza, che la chiesetta sia omogena e perciò autentica e con il suo clima – originale. Questa chiesa e, in un certo senso, il monumento di Lei, e noi non possiamo ne suggerire, ne criticare, ne cambiare l’idea, che e quasi finita. Tutto arredamento della chiesa tiene Lei nella sua anima, e così ocorre realizzarla: con calma, con la precisione con l’amore di questa Casa di Dio …”.

Dopo aver letto queste parole di sostegno, lo scultore - autodidatta ha cominciato ad ornare la volta della navata principale con i cassetoni che raffigurano i misteri del rosario ed i simboli della passione e morte di Cristo. I piu maturi lavori di don Casimiro sono i cassetoni sotto il coro. Loro rafigurano i simboli dell’Eucaristia e dei fiori. Le stazioni della Via Crucis sono state messe nelle speciali nichie. Ogni stazione e stata dedicata ad un prete, collega di don Pińciurek.

Nelle finestre don Casimiro ha messo le vetrate molto interessanti. Una raffigura i simboli dei sette sacramenti, l’altra i simboli della Santa Messa.

Uscendo dalla chiesa a sinistra troviamo il monumento di colonello Zieleniewski, a destra invece la Grotta delle Spartizioni. La Grotta ricorda il tempo della spartizione della Polonia (1795 – 1918), quando la Polonia non esistò sulle carte geografiche ed i tempi della occupazione nazista. A Momoty c’era la confine fra le parti della Polonia occupati dalla Russia e dall’Austria. Nel 1939 qui si incontrero gli agressori arrivati dal West (i fascisti) e dal Owest (i comunisti).

Nel 2005 la parrochia ha pubblicato l’album sotto il titolo: “Momoty – piccola patria”. Il libro contiene circa un centinaio delle foto che rapresentano la natura, il bosco, gli abitanti e la loro vita quotidiana. Nell’album ci sono anche le foto della chiesa a Momoty.

 


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